Il TEV è una complicanza estremante comune nei pazienti con cancro, che inficia la qualità di vita, interferisce con le terapie antitumorali e produce un aumento dei costi. Nonostante i miglioramenti in termini di valutazione del rischio e prevenzione, il tromboembolismo primario resta la maggior causa di morte in pazienti in chemioterapia ambulatoriale

Il tromboembolismo venoso (TEV) è una patologia molto comune con un tasso di incidenza in Europa di circa 1,43 primi eventi all’anno ogni mille persone. Nei pazienti oncologici il burden di malattia si fa più elevato: uno studio di coorte danese infatti ha mostrato un'incidenza cumulativa di TEV a 12 mesi 9 volte superiore nei pazienti oncologici rispetto alla popolazione generale. Inoltre. Nello stesso studio si mostra come l'incidenza di TEV nei pazienti oncologici è aumentata di 3 volte dal 1997 al 2017, e in quelli sottoposti a chemioterapia o terapie mirate addirittura di 6 volte.

In questi pazienti, infatti, il TEV è associato a un elevato rischio di mortalità, tanto da essere una delle principali cause di morte nei pazienti in chemioterapia ambulatoriale e il rischio di recidiva di TEV e di sanguinamento sono più elevati rispetto ai pazienti non oncologici. Inoltre, i pazienti con cancro che sviluppano TEV riscontrano problematiche con le terapie antitumorali, fino a doverle ritardare o addirittura interromperle in alcuni casi più estremi. Con lo sviluppo di nuove e migliori terapie antitumorali, l'aspettativa di vita di molti pazienti oncologici è aumentata e le sequele a lungo termine del TEV, come la sindrome post-trombotica o l’embolia polmonare, possono aumentare il burden della malattia.

Un aspetto di non minore importanza è che il TEV associato al cancro comporta un onere finanziario sia per i pazienti che per i sistemi sanitari.


Pertanto, l'identificazione dei pazienti ad alto rischio e la prevenzione primaria del TEV nei pazienti con cancro assumono una rilevanza clinica fondamentale.

I fattori di rischio di sviluppo di TEV associato al tumore sono molteplici e possono essere collegati alle caratteristiche del paziente (presenza di comorbidità, precedenti episodi di TEV, storia familiare, età, ecc...), alle caratteristiche del tumore (grado, posizione, ecc..), al tipo di trattamento antitumorale (chemioterapia, ormonale, ecc...) o ai biomarker.




Esistono vari punteggi per definire il grado di rischio di sviluppare TEV nei pazienti: nei pazienti ambulatoriali sono disponibili modelli di valutazione del rischio cancro specifici. Il punteggio più utilizzato per definire il rischio di TEV nei pazienti oncologici ambulatoriali è il punteggio Khorana, che si basa su: